LA COSTIERA CILENTANA

Redazione

27 Marzo 2019

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La Costiera Cilentana

Percorrere in auto la costiera cilentana è un’impresa faticosa, ma che ripaga con panorami stupendi, visita a paesini deliziosi, sosta in luoghi davvero incantevoli. Si tratta di circa 140 chilometri di strada quasi sempre costiera, comoda anche se, inevitabilmente, ricca di curve e saliscendi. L’itinerario può partire da Agropoli, la cittadina che apre al Cilento, con il suo porticciolo, le sue spiagge, il borgo antico.

Si prosegue per un tratto all’interno, per sbucare in prossimità di Santa Maria di Castellabate, con altre splendide e grandi spiagge, rese famose, come il borgo in alto di Castellabate, dal film “Benvenuti al Sud”, davvero un benvenuto di eccezione.

La strada continua tra panorami bellissimi e selvaggi, con la vegetazione tipica della macchia mediterranea, gli olivi e le rocce che si specchiano in uno dei mari più belli e puliti d’Italia. Si passa per borghi di pescatori che oggi sono diventati, grazie al turismo, ricchi di offerta turistica, ma che non hanno perso la loro autenticità: San Marco, Agnone, Acciaroli, per arrivare a Marina di Ascea, dove una tappa d’obbligo è necessaria per visitare gli scavi di Velia, l’antica città greca di Elea, sede della prestigiosa scuola di filosofia di Parmenide.

La pesca e i prodotti del mare

Si continua tra tornanti e curve con vista mare per arrivare a Marina di Pisciotta, dove si pescano le alici di menaica, una specialità assoluta, presidio Slow Food. Poi si arriva a Palinuro, il luogo dove sorse un Club Mediterranée che fu il primo a scoprire negli anni 60 del 900 queste località. È la meta di un turismo di qualità, il posto più prestigioso della Costiera.

Ancora panorami di cui non ci stanca mai, poi si arriva a Marina di Camerota, con le sue magnifiche spiagge, anche qui titolate della bandiera blu, e infine si arriva a Sapri, termine della costa cilentana e della provincia di Salerno. Una cittadina graziosa, resa accogliente dal turismo e sede dello sbarco dei Trecento di Carlo Pisacane. Non cercate spigolatrici (ricordate la poesia? “eran trecento, erano giovani e forti”), perché qui non si coltiva il grano e non c’è nulla da spigolare. Ma si assaggino i fichi, freschi in stagione, secchi lungo tutto l’anno, e si compri l’olio, uno dei migliori d’Italia.

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